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Rassegna stampa

Uniformazione mondiale segnaletica DAE
ILCOR ha approvato l’uniformazione internazionale della segnaletica per il facile reperimento dei defibrillatori semi-automatici installati nei vari tipi di luoghi (aeroporti, centri congressuale e commerciali, corridoi ed aree comuni di strutture sanitarie ecc).

 

 

 

 

 

 

 


Il termine “DAE” è ormai entrato nelle leggi, nelle delibere, nei manuali, in molte aree culturali.
Continuare ad usare lo stesso nome sia di buon auspicio per rendere finalmente normale, anche in Italia, la presenza del DAE a teatro, al cinema, su un aereo o un treno.

Antonio Destro
Presidente di IRC- Comunità

IRC - Comunità

Via della Croce Coperta, 11 - 40128 Bologna

"ANCORA SILENZI SULL'OBBLIGO DEI DEFIBRILLATORI

 

SEMI/AUTOMATICI IN ITALIA”

 

Le cinture di sicurezza ed il casco per i motociclisti sono stati introdotti per obbligo legislativo con forte ritardo, rispetto agli altri Paesi.

Ma molti le usavano lo stesso. E per questo sono ancora vivi (come il sottoscritto e suo figlio, investiti da auto in contromano in autostrada). Quanti morti in più ha causato questo ritardo nell'obbligo? Le applicazioni della legge sono poi divenute effettive (e ancora non dappertutto) anche in conseguenza del fatto che le assicurazioni "pagavano" meno se il cittadino non li stava indossando.

Il ritardo nell'obbligo del DAE (defibrillatore semi/automatico esterno) sta seguendo lo stesso percorso. Ritardo in una legge semplice e drastica, uso a macchie di leopardo e con molte resistenze da ignoranza o da gestione lobbistica della questione.

I morti qui sono dieci volte di più.

In Italia ci stupiremo DOPO che sull'aereo, all'ipermercato, nella palestra, sul treno avremmo potuto avere meno morti già da dieci anni.

Un messaggio da far girare.

 

Antonio Destro

Past-President di IRC-Comunità

 

FS, i lavoratori scrivono a Fazio:

 

''Sui treni serve il pronto soccorso''

 

 

articolo ripreso dal sito www.ilsalvagente.it

 

La dotazione attualmente prevista consiste in un box con cerotti e disinfettanti.

“Non esiste a oggi alcuna norma specifica di primo soccorso per la tutela della salute dei viaggiatori quando sono sul treno. Le poche regole vigenti risultano essere del tutto inadeguate alla realtà quotidiana dei convogli che vedono la presenza anche di centinaia di persone". E' questo quanto denunciano in una lettera al ministro della Salute, Ferruccio Fazio, ai sindacati ed alle associazioni dei consumatori, i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza (Rls) dei ferrovieri, in merito al decreto, in corso di approvazione, proposto dai ministeri delle Infrastrutture e del Welfare ma non da quello alla Salute, sul pronto soccorso in ambito ferroviario.”

Fazio intervenga sul decreto.

“Chiediamo al ministro Fazio - proseguono gli Rls nella lettera a Fazio - di intervenire tempestivamente nell'iter di approvazione per arricchire il provvedimento dei contenuti, delle competenze sanitarie e delle sensibilità proprie dell'Istituzione preposta alla tutela della salute dei cittadini che Lei rappresenta.”

La dotazione attuale è inadeguata

“Riteniamo del tutto inadeguata - specificano i ferrovieri - la dotazione di pronto soccorso attualmente prevista sui treni e consistente solamente in un 'pacchetto di medicazione' con cerotti e disinfettanti. Riteniamo necessario, invece, dotare ciascun treno di moderne attrezzature, quali defibrillatori, una cassetta di pronto soccorso potenziata con farmaci salva-vita, ecc.”

Non riceviamo una formazione adeguata

“Infine "l'altro grande limite" del decreto viene individuato dagli Rls dei ferrovieri nella formazione del personale dei treni al primo soccorso, "ridotta rispetto alla formazione standard obbligatoria in tutte le normali imprese". "È paradossale - sottolineano - che proprio in presenza di una situazione in cui la distanza dai centri abitati e le difficoltà di intervento dei mezzi stradali è causa oggettiva di ritardo nell'intervento del Sevizio sanitario nazionale, i ferrovieri in servizio sui treni non siano formati come addetti al primo soccorso, attraverso dei corsi di 16 ore già previsti per tutte le imprese, ma sottoposti ad un corso ridotto di sole 6 ore.”

 

Ci allacciamo a questo articolo per ricordare lo stato in cui versa la tesa DAE, installata presso la stazione FS Termini di Roma!

Come spesso accade l'iniziativa dei cittadini precorre quella dei politici...

Sempre più spesso, infatti, si vedono e/o si sente parlare dell’utilità del DAE nel primo intervento su vittime colpite da arresto cardiocircolatorio.

Cervia - Milano Marittima Lungo il litorale Emiliano-Romagnolo le due località balneari delimitano gli 8 km di spiaggia cardiosicura. Fino a Tagliata di Cervia i DAE, uno ogni 500mt circa, sono in dotazione della Cooperativa bagnini. Alcuni bagnini sono intervenuti più volte questo estate salvando delle persone con l’uso del DAE. Anche a Rimini una delle Cooperative di bagnini ha dotato i "marinai di salvataggio" di DAE e li ha fatti addestrare. Volontarimini ha pubblicato una cartina ed un elenco dettagliato nel quale sono segnalati i DAE disponibili nella provincia di Rimini.

Prima di scegliere in quale stabilimento balneare, cinema multisala, centro commerciale fermarsi i turisti potranno sapere se in quel luogo/zona saranno cardioprotetti o NO!